Lo scivolo è mio

mammaio - gnomo Thomsa in spiaggia

mammaio – gnomo Thomsa in spiaggia

Portare lo gnomo alla spiaggia è stata la prima occasione di cimentarmi nell‘interazione con altri piccoli e altre mamme (zia e cugini a parte) intorno a giochi comuni: secchielli, formine, palette, ma anche casette di plastica e scivoli. Pensavo andasse peggio, visto che le prime settimane che avevo Thomas, dicevo alle mie amiche: “Sapete qual è la cosa che temo di più? Le feste di compleanno. Sì, perchè io mi ci vedo già al tavolo con le altre mamme che parlano di cose da mamme ed io che mi sento un pesce fuor d’acqua. Lo vedo, perchè già ora noto lo strano modo di parlare e di rapportarsi che hanno le genitrici: mentre passeggi sei passata allo scanner, pupo e passeggino compreso: e poi parte la cantilena, che forse è una sorta di parola d’ordine per provare l’appartenenza al clun delle genitrici: comesichiama-quantoha. e poi: dormelanotte-cosamangia, e ancora: hagiàidentini-quandolomandiallasilo.  A me vengono in mente risposte poco carine e quindi penso che sarà papà ad andare alle feste di compleanno, parlare di quando avrà detto la prima parola, quando avrà tolto il pannolino, come mangia da solo ecc ecc. Non fa per me.”.

Invece eccoci in spiaggia, con le altre mamme. Ehi, ma non sono tutte così male! E ci scappa qualche chiacchera: Come si chiama? Quanto ha? Ma i dentini? e alla fine non è così trangico. Anzi, a volte piacevole. Alcune mamme fanno domande solo per avere un confrondo immediato con lo stato di crescita e comportamentale di loro figlio, facendo la faccia sollevata quando gli dici che non hai dormito la notte, o che hai smesso di allattare. Ma devo ammettere che molte altre, invece, hanno voglia di condividere, e questo è bello.  Lo gnomo facilita le cose, essendo molto simpatico, sempre sorridente con tutti, riesce ad accattivarsi l’attenzione delle persone (principalmente ci prova con le bimbe e le loro memme… furbacchione!!). Tutto bene, fino a quando prende possesso dello scivolo, mettendosi al fondo e battendoci sopra con le mani come se fosse un tamburo, impedendo agli altri bambini di scendere. Lo prendo in braccio, spiegandogli che lo scivolo è di tutti e si usa così: lo faccio sedere in cima e, probabilmente per farmi capire il suo disappunto per averlo levato dal suo tamburo, fa una pipì lunga 20 secondi, che il pannolino da mare non trattiene, e che cola giù per tutta la lunghezza del gioco… maporc… vabbè, ormai ci siamo, ci butterò un secchio di acqua sopra, ma intanto gli faccio fare la scivolata, e una volta al fondo si alza in piedi, batte ancora due manate sullo scivolo e poi ci rigurgita sopra.

Cosa avrà voluto dire?

 

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